BREXIT: Cosa succederà?
Il 23 giugno 2016 è una data che i futuri scolari ricorderanno nella storia come il giorno in cui l’Europa si è divisa. In effetti, con sorpresa di tutti, gli inglesi hanno deciso di dissociarsi dal progetto europeo al 51,9%. I negoziati tra Londra e Bruxelles per un accordo di uscita sono comunque molto lunghi, la formalizzazione della Brexit è prevista per il 31 ottobre 2019. Anche se le conseguenze di questo “divorzio” sono lungi dall’essere del tutto prevedibili, diversi sono prevedibili effetti che incidono sugli italiani.

Restituzione delle imposte doganali
Le imprese italiane dovranno probabilmente affrontare la questione delle tariffe. In effetti, è molto probabile che queste siano aumentate, inoltre nel caso di “No Deal” in quanto la situazione sembra profilarsi. Le conseguenze di tale aumento sono ovviamente ovvie per le imprese britanniche, ma esistono anche anche sul lato francese in B2B (i prezzi praticati da fornitori esteri più elevati hanno quindi potenzialmente un impatto sulla redditività, difficoltà nell’esportazione di prodotti francesi) rispetto al B2C (tasse doganali da aggiungere alle spese di spedizione).
Avrai bisogno di un visto per viaggiare o lavorare nel Regno Unito?
Una volta che la Brexit è efficace, sembra possibile che sia necessarioottenere un visto per viaggiare o lavorare nel Regno Unito, soprattutto perché gli inglesi non hanno mai fatto parte dello spazio Schengen.
Quali sono le conseguenze per i turisti italiani, gli studenti e gli espatriati nel Regno Unito?
Qualunque sia la ragione del viaggio nel Regno Unito, è ovvio che il costo della vita, già molto alto nella capitale, sarà ancora più elevato. Il budget di viaggio o il budget per la vita quotidiana dovranno necessariamente essere rivisti al rialzo. La questione del visto sopra menzionata potrebbe non sorgere per soggiorni brevi, ma è sicuramente da considerare per soggiorni più lunghi ed espatriati. Sarà inoltre necessario monitorare attentamente tutte le questioni relative all’assicurazione sanitaria, anche la tessera europea di assicurazione malattia potrebbe non funzionare. Ma a priori, non è necessario farsi prendere dal panico o allarmarsi, alla velocità con cui stanno andando le cose, il periodo di transizione, che si protrarrà almeno fino alla fine del 2020, consentirà di eseguire tutti i passi e le regolazioni necessarie.
Brexit: una sfida che si presenta agli inglesi
La Brexit fa rivivere i vari desideri di indipendenza dell’Irlanda e della Scozia piuttosto europeisti. D’altra parte, molti sono preoccupati per l’impatto della Brexit sull’attrattiva del paese, in particolare per i potenziali investitori. C’è anche la questione della creazione di una nuova piazza finanziaria in Europa. Francoforte o Parigi potrebbero quindi approfittare di questa opportunità per diventare il luogo di creazione di un nuovo luogo economico europeo. Così, i britannici dovranno affrettarsi a rendere la Brexit praticabile creando una vera e propria serie di accordi sui temi del libero scambio, dell’immigrazione, dei programmi di finanziamento dell’Unione europea… Da entrambe le parti, le domande sono numerose e l’esito delle discussioni dovrebbe essere riscaldato per gli anni a venire…









